La SVP raccoglie le statistiche sulla situazione di bambini italiani negli asili tedeschi

Nel 1958 e sono passati parecchi anni, così come erano altri anni, figlio di padre tedesco e di madre italiana, come tutte le famiglie, anch’io sono entrato in un asilo.  Italiano il primo anno, tedesco, a Gries il secondo anno, quasi come anticamera per le scuole elementari tedesche alle Rosmini, che quest’anno festeggiano 100 anni di vita. Non ricordo traumi particolari sulla mia pelle, ma ricordo bene la mosa al latte e la cioccolata gratuggiata, che la Tante Gerlinde ci offriva a merenda. Allora in questa esperienza mistilingue, eravamo forse mosche bianche. Poi le scuole elementari tedesche fino alla quarta ed il passaggio alla quinta, alle elementari Longon.Una passeggiata che ha richiesto qualche fatica, specialmente per i miei genitori e qualche fatica nell’orientamento linguistico certamente per me. Erano allora i primi abbozzi di teorie per l’apprendimento precoce delle lingue.Il mio percorso scolastico è proseguito più o meno così fino al liceo, con scuole pubbliche e private in lingue diverse, che si alternavano la mattina ed il pomeriggio. Non certo facile, ma un tentativo che mi ha permesso di apprendere le lingue, ma anche di immergermi nel pensiero nella cultura e tradizioni di due mondi della nostra terra. Un salto agli anni 80 e 90 con i miei figli. Prima Christian, poi Elisa ed infine Anna. Padre mistilingue, madre italiana. La nostra decisione fu diversa: solo scuole tedesche, dall’asilo alla fine del liceo e così  è stato. Poi il passaggio per i primi due figli all’Università italiana, con la terza si vedrà. Nell’esperienza quindi vissuta ho maturato concretamente alcune convinzioni ed oggi ritengo che sia giusto rispettare la preoccupazione che una scuola, italiana o tedesca, debbano prevalentemente poter completare al meglio la formazione nella lingua primaria, salvo affiancare l’apprendimento della seconda lingua italiana o tedesca che sia e se del caso una terza lingua ancora, come l’inglese. Il che significa che è bene che esistano, come prevede l’art. 19 dello Statuto d’Autonomia, le scuole italiane, tedesche e ladine, nelle quali seguire un percorso di apprendimento linguistico e culturale relativo alla propria lingua madre.Il forzare la mano nelle scuole, da quelle dell’infanzia a quelle successive, inserendo bambini provenienti da famiglie di gruppi etnici e lingue diverse, crea problemi per gli insegnati, per i programmi di studio e quindi lecite preoccupazioni. Ma il tema non si esaurisce qui : al di là quindi di una pulizia teorica del concetto nell’art. 19 dello Statuto d’Autonomia, si deve poter evolvere verso un modello di immersione ed integrazione linguistica, come libera scelta educativa, che genitori di famiglie mistilingue o meno, in relazione alla propria formazione o propensione, a diverse teorie e visioni per il futuro dei propri figli. Se ho un’osservazione da fare, in relazione all’esperienza mia personale ed a quella dei figli è che una forzatura nel rendere più “aperte” le attuali scuole, inserendo alunni ed alunne provenienti da famigli di nuclei linguistici diversi, rischia di trasferire sui giovani tensioni di un problema non risolto e sono proprio i giovani a subire dei traumi che possono evolvere poi in un rifiuto a continuare l’esperimento. Molto meglio definire la presenza di strutture scolastiche distinte e nuove, con docenti e programmi, orientati a modelli didattici moderni di integrazione linguistica, dove chi si iscrive o chi vi insegna, ha già compiuto quella maturazione e quel salto mentale che supera la “barriera etnica di difesa”, come libera e convinta scelta. Se poi la nostra società, di fronte comunque ad un crescente pluralismo etnico derivante dalla europeizzazione o globalzzazione saprà estendere queste esperienze, io troverei comunque sempre giusto garantire anche la scuola “pura” prevista oggi. 

Alberto Berger – laboratorio Athesis 

Una risposta a La SVP raccoglie le statistiche sulla situazione di bambini italiani negli asili tedeschi

  1. [...] isidoro81: [...]

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