Gentile dott. Berger,
come sa la composizione etnico-linguistica del Consiglio provinciale incide soltanto sulla proporzionale della Giunta. Un tedesco in più o in meno potrebbe significare un assessore italiano in più o in meno. Ma a parte questo, la composizione del Consiglio non ha alcun riflesso sulla proporzionale generale, per cui non ci sarebbe alcun danno alla “comunità italiana”. Al più, il danno sarebbe alla rappresentanza politica della stessa comunità, ma la cosa riguarda solo le pochissime persone potenzialmente interessate a diventare assessori, anche se a leggere i giornali sembra che la questione del terzo assessore italiano sia un elemento determinante per il “disagio”…
Ciò detto, ovviamente queste vicende possono sempre prestarsi a strumentalizzazioni politiche, in un senso o nell’altro, come del resto più o meno ogni tema. Ma è anche chiaro che rimane una questione limitata a quegli italiani che sono in Consiglio (e poi in Giunta) provinciale, dunque non è precisamente un problema di ordine generale, per quanto capisco bene che possa essere politicamente sensibile.
Personalmente ritengo che non sarebbe male sparigliare un pò le carte: magari con un bel ticket con la Artioli (una italiana nelle fila della SVP, un tedesco in quelle del centro-destra), la questione dei mistilingui (e più in generale di chi ha un approccio non rigido all’appartenenza etnica) potrebbe diventare molto trasversale e acquisire maggior peso politico. Allo stesso tempo, pur essendo adesso all’estero, mi pare di capire che il clima politico non sia (ancora?) particolarmente favorevole a questi sviluppi.
Intanto i migliori auguri per l’iniziativa, spero a presto.
Con i più cordiali saluti
Francesco Palermo
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From: Alberto Berger – Polis [mailto:alberto.berger@polis.bz.it]
Sent: Sun 16/03/2008 08:59
To: Palermo Francesco
Subject: Il “tedesco” candidato in un partito degli italiani
Caro Francesco Palermo
Mi rivolgo a Te per un aiuto nel chiarire se una mia elezione ( è un ragionamento puramente teorico sollevato in una discussione tra amici) in Consiglio Provinciale, come “tedesco”, danneggerebbe la comunità italiana.
Si dice che purtroppo la proporzionale sposterebbe il numero di dipendenti pubblici da poter assumere e qui AN ha già annunciato di essere quindi contraria ad una mia candidatura.
Le mie recenti esperienze per quanto attiene alla candidatura al Senato, hanno dimostrato quanto influente può essere questo pensiero, se cavalcato da una leadership al momento emergente, quale quella di Giorgio Holzmann.
Capisco che queste problematiche hanno un loro peso, ma credo si debba trovare anche il coraggio di non subire, ma inquadrare correttamente il tema nel suo complesso, per poi promuovere altre soluzioni.
La mia impressione è che sempre più la gente rifiuti le barriere etniche e credo che la figura di un candidato, per ciò che rappresenta la sua storia di vita, la sua immagine, i suoi valori ed il suo impegno prevalgano rispetto alle vecchie armi di battaglia, specialmente, come nel mio caso, si rilevi l’impegno a volere costruire un’autonomia territoriale condivisa, che appassioni e leghi insieme popoli diversi come comune ricchezza e non minoranza.
Il mio desidero è di proseguire per il mio percorso, per ora come associazione pre-politica Athesis e quindi sarei ben lieto di potere eventualmente vedere anche la tua costruttiva ed esperta partecipazione.
Per il chiarimento che mi aiuterai a darmi, Ti ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
Alberto Berger
@ Francesco Palermo
“la questione dei mistilingui (e più in generale di chi ha un approccio non rigido all’appartenenza etnica) potrebbe diventare molto trasversale……………………”
Il problema è che l’approccio rigido all’appartenenze etnica non è certo da parte dei sudtirolesi italiani, ai quali poco o per nulla importa l’appartenenza linguistica, ma è quasi esclusivamente una roccaforte idealistica dei sudtirolesi tedeschi.
In parole povere: per i sudtirolesi italiani i muri non avrebbero senso di esistere, per qualche politico sudtirolese tedesco i muri sono ancora troppo pochi!!!
La mia distinzione tra sudtirolesi italiani e tedeschi non è una volonta nel dividere, ma solo un modo dialettico per identificare due gruppi di persone.
La mia provocazione, in tono scherzoso, potrebbe essere che i veri sudtirolesi non sono ne gli italiani ne i tedeschi, ma i mistilingue.
A pensarci bene non è poi tanto una provocazione, ma la realtà dei fatti.
Fabio M. Agostini