Berger ed Artioli, fronti diversi, ma identico destino?

Parto dal fondo dell’interessante articolo di oggi su Gabriele di Luca sul Corriere dell’Alto Adige:no, la “vecchia politica” non lascia il campo alla sfiducia che qualcosa possa sul serio cambiare, anzi, stimola a reagire e ad impegnarsi ancora di più, con coerenza, dignità ed immagine.Sembra strano, ma Michaela Biancofiore voleva “regalarmi visibilità” in una posizione “defilata” alla Camera. Un regalo ad una “persona per bene”, che meritava una visibilità marginale, come gratificazione marginale, per colui che è da poco in FI e non “ha pazienza”. Poco contava il nostro progetto Athesis, forse poco capito, o forse troppo capito, con una sua autonoma visibilità e dignità, al punto da preoccuparsi per una leadership emergente in così poco tempo.La mia rinuncia ad una simile candidatura, involontariamente, ma forse anche meritatamente, ha dato ancor più visibilità al nostro progetto territoriale Athesis, da tutti i fronti, al di sopra delle posizioni di partito in aree diverse. Ma le posizione del PDL, oggi frutto di una apparentamento che va verso alla fusione di FI con AN e della SVP, sono ben diverse sul tema mistilingui. Diverse anche per dignità di posizione. La SVP, dall’alto del Suo statuto, si rivolge al gruppo etnico tedesco e lo rappresenta.Elena Artioli è il frutto di una famiglia mistilingue, ma dichiarata italiana, dunque, coerentemente, la SVP, in base al suo Statuto, ha difficoltà di farla crescere come candidata alle provinciali.

Elena Artioli, in questo scenario, è pronta a cambiare e dichiararsi appartenente al gruppo etnico tedesco, pur di potersi candidare, Berger no.

Anche il mondo degli elettori tedeschi sembra aprirsi e gradire Elena Artioli in corsa alle prossime provinciali nelle liste della SVP, non si sa se dopo aver virato appartenenza etnica o meno. Con Berger Alberto, Forza Italia ha avuto coraggio di porre come delegato provinciale per Bolzano e Bassa Atesina un mistilingue, dichiarato “tedesco”.AN, in particolare Holzmann, ha espresso invece chiaramente contrarietà che un tedesco sia candidato al Senato. Holzmann sente fortemente la necessità di rappresentare “gli italiani”, non si rifà ad uno Statuto come la SVP, ma alla ragione della creazione del Collegio Senatoriale Bassa Atesina, destinato a dare la visibilità ad un candidato italiano, quindi non ad un mistilingue “tedesco”.Il nascituro Pdl, non mescola con omogeneità le due posizioni di FI e AN e va in contraddizione sul progetto Athesis di un mistilingue e sul suo crescente ruolo politico ufficiale nel partito.Al contrario di quanto non appare in SVP, qui nel Pdl vi è minore coerenza, riferibile ad uno Statuto, forse minore preparazione sul tema, forse la paura di entrare prematuramente in un tema così delicato, in occasione di una campagna elettorale incipiente. E quest’ultima è la posizione di Alessandro Urzì, che sostanzialmente sente come prematuro l’affrontare ora il tema e rimanda. Ma Berger Alberto non vuole cambiare come Artioli la propria appartenenza etnica, Berger Alberto non è stato respinto o rifiutato dal suo partito, Statuto alla mano, in una candidatura, ma è stato boicottato, per motivi diversi.Berger Alberto, ha rifiutato la candidatura, rifiuto motivato con dignità politica. Un po’ diverse quindi le posizioni di Berger ed Artioli, sia nei riguardi della considerazione dei loro partiti, sia nei in riferimento alle posizioni personali assunte, con orgogli diversi.Tutti e due probabilmente orientati a porre lo stesso problema, ma anche e chiaramente con destini diversi. Berger Alberto ha la possibilità di continuare sempre ancora con autonomia a portare avanti il suo progetto Athesis, con una crescente sua visibilità sul portale www.polis.bz.it, che nessuno fermerà e a questo punto lo potrà fare, dopo l’esperienza necessaria in FI, anche come dimostrazione dei limiti delle attuali visioni nazionaliste, con una maggiore visibilità acquisita da una presa di posizione di denuncia a candidature “senza progetto”, pilotate da Roma, senza appartenenza territoriale.Athesis quindi come progetto “Libero” da gabbie etniche e preconcetti, sarà il veicolo di formazione e di avvicinamento alle prossime elezioni provinciali ad autunno e ci arriverà per un processo pre-politico e culturale, che conquisterà la gente, trasversalmente ai partiti, estremi nazionalistici esclusi. Quindi Athesis potrà essere un soggetto politico autonomo o integrato nella politica attuale dei partiti, ma a questo punto non dipende da me, ma dalla maturazione dei partiti.E gli elettori che si avvicinano a noi da tutti i partiti, sanno che il progetto è possibile e lo sostengono, sempre più apertamente. 

Alberto Berger – laboratorio Athesis

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