Un tema scottante : la polizia etnica

Polizia etnica : è comunque una vergognadi Alberto Berger – venerdì 31/08/07 

Il tema : i cittadini tedeschi e ladini, oltrechè italiani, devono potersi esprimere, da lucidi o da “alticci”, se fermati dalla Polizia, in Val Venosta o a Egna, nella propria lingua.Confrontarsi con le Forze dell’Ordine, nel loro difficile lavoro è comunque delicato, specialmente quando si è colti non in regola ed è delicato esprimere “diritti” e “doveri”, come fotografare situazioni, oggetto anche di possibili contenziosi e strascici.Quindi meglio sapersi spiegare ed intendere, siamo assolutamente d’accordo.Ma se il tema è chiaro, se qualche disagio c’è ancora, laddove il tema non sia ancora “naturalmente” a fuoco, importante è capire se esiste “negligenza” o meglio se esiste un impegno al tendere in una direzione. La perfezione non esiste, ma deve esistere chiarezza sugli obiettivi.Ma il fine non giustifica il mezzo ed è una vergogna, se così è, che si “pianifichi” il tranello, che un avvocato consigli di “registrare” i colloqui con le Forze della Polizia. Alla loro insaputa?E’ una vergogna che non ci si dissoci apertamente e non lo faccia anche il presidentissimo  Durnwalder, che invece “sornione” se la ride sotto i baffi, invece di dissociarsi. Perché un avvocato, sebbene degli Schützen, Nicola Canestrini, avrà raggiunto un attimo di notorietà, ma io valuterei se questa è “etica professionale”.Giusto spiegare a Schützen diritti e doveri di tutti, ma il fine non giustifica i mezzi, mezzi “non leciti”, se si registra “all’insaputa”.Ed allora mi schiero decisamente a fianco delle Forze dell’Ordine, ringraziandole di agire con professionalità e disponibilità anche in un territorio che se non è ostile, in questi frangenti è per lo meno particolarmente ostico.Non è necessario far di tutta l’erba un fascio, perché credo che molti tedeschi siano di diversa opinione, abbiano ottimi rapporti con le Forze dell’Ordine locale, persone e famiglie, inserite nel territorio, con la massima disponibilità al dialogo, non certo ad usare la “frusta”.Perché i controlli che tali forze operano, sulla guida in stato di ebbrezza, sulla guida veloce, sul rispetto dello Codice e delle regole, non hanno colore etnico e giovano a tutti, perché se ci scappa il ferito o il morto, non certo ha colore o prevalenza etnica.   Ed io difendo quindi la difficile professione, anche nell’imperfezione da eliminare, nella cura all’avvicinare lingue, da incomprensibili a comprensibili, ma lo scoglio maggiore non è la “Lingua”, ma “l’Animo” e la “barriera”, di chi premeditatamente costruisce lo “scontro”, su base etnica o non si dissocia, ma guarda e tace, o in ruoli di responsabilità “minimizza”, sotto sotto, alla finestra, nel guardare chi “passa”. Durnwalder ed i responsabili politici sono investiti dei compiti di analizzare e risolvere problemi, se operano ai vertici di strutture pubbliche preposte al Governo. Non sono più solo uomini di partito, ma responsabili della gestione pubblica.Escano quindi dalle tane e propongano, prevedendo degenerazioni o esagerazioni, ma anche evitando enfatizzazioni nocive, nocive di una convivenza, propongano metodi per risolvere problemi e qui li seguo anch’io, se però nel loro ruolo, costruiscono e non distruggono per costruire.Perché ciò significa “gestire”, “amministrare”, altrimenti è tutta solo “politica”, “politica lontana dalla gente”, la gente della terra di Athesis. 

Alberto Berger – laboratorio Athesis

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