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Athesis 

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6 risposte a Salve!

  1. Quanti altoatesini ci possono leggere viaggiando su banda larga? 44 comuni esclusi, 14 connessi a singhiozzo. Promessa alla Gavino Sanna, “Banda larga per tutti”, doveva essere garantita entro il 2006. Oggi si rinnovano le promesse di prodiana (speriamo presto) memoria: pronta a fine 2009! A elezioni europee concluse.

  2. athesis scrive:

    E’ risaputo, perchè ammesso dello stesso assessore Hans Berger, che il rapporto con la società incaricata a gestire “tale rete”, è insufficiente e deficitario, ma che “va mantenuto per non compromettere ulteriormente tale precaria situazione”.
    Quindi “fessi e gabbati”.
    Ma il problema in queste tipologie di comunicazioni, dalla liberalizzazione del monopolio Telecom in poi, sono “pane quotidiano” per gli addetti informatici ed io mi sono occupato a più riprese di gravi situazioni simili, ma mai ho “subito”, ma bensì “gestito” un cambio di Provider, se necessario, come sembra essere dichiarato.
    Non è nemmeno possibile, cha all’insegna del risparmio si “osi” attivare servizi “colabrodo”; senza “back-up” su due o più operatori, cosa che anche una piccola azienda comprende ed attua.
    E’ infatti usuale, su reti civiche articolate, prevedere diversi instradamenti alternativi, triangolando la visibilità, ma qui forse sembra che si sia cercato il “costosissimo” risparmio dell’inefficenza.
    E’ facile però criticare, come stiamo oggi facendo, senza poter approfondire, come dovrebbe essere necessario, ma il dibattito serve a sensibilizzare anche queste verifiche da parte dei responsabili amministrativi e funzionari tecnici.
    Non ci proponiamo certo di sostituirli, ma chiediamo almeno di essere informati del loro lavoro di controllo, con trasparenza e prontezza, specialmente, se come nel mio caso, è in gioco una mia specifica professionalità in merito ed anche un interesse pubblico, per l’impegno politico e la mia carica elettiva, seppure a livello comunale, ma questo conta poco.

    Alberto Berger – alberto.berger@polis.bz.it

  3. Étranger (segnavia) ha detto:
    21 Giugno 2008 a 16:05
    «Una domanda a Berger: Ma il Duca Rodolfo per quale lista inter-etnica si candida?»
    Rispondo:
    Non mi presterò, in questa sede, all’ironia superficiale intrinseca nella domanda.
    (Etranger detto): La mia condanna ad “avvenirista del passato”, che ha “un approccio arcaico” con “l’Homo alesino sepolto nei meandri della storia:”..”Memoria archeologica” ….”Prima c’erano questi, Nò, cerano questi, No…questi.! Si può essere più…. e chi più ne ha più ne metta,

    Mi piace la “sottile” ironia”. È gioviale e giovanile. Mi ricorda i bei giorni della mia infanzia quando i maestri a scuola, per testare il mio acume, mi ponevano domande come queste:
    a) Quanti erano i sette Re di Roma? b) Quanti sono i dieci Comandamenti di Dio? Quante sono le 7 colonne di Ercole? E cosi via.
    Ci state al gioco? Chi risponde prima entra al primo poste delle liste elettorali. D’accordo?
    La domanda di Ètranger riguarda il Duca Rodolfo d’Austria.

    Continuiamo più seriamente:

    Ma il Duca Rodolfo per quale lista inter-etnica si candida?

    Evidentemente la “strana” domanda si ricollega alle mie affermazioni che ai tempi (arcaici, archeologici ?) medioevali della nascita della Principesca Contea del Tirolo, ed a quelli che precedendola ne hanno formato la terra madre,”la popolazione era multi-etnica (inter-etnica) e pluri-lingue.”
    Qualcuno è interessato a capire se si può oggi definire i membri della Casa d’Austria allora regnante in vario modo, delle persone inter-etniche, o addirittura multi-etniche, e in ogni caso pluri-lingue ad apprendere, ed inquadrare, la storia della Casa d’Austria?

    Proviamo un po’:

    Rodolfo IV il Magnanimo (1339-1365), Landvogt d’Alsazia (1357), duca d’Austria (1358), acquistò il Tirolo (1363), che sposò, nel 1357, Caterina (t 1395), figlia dell’imperatore Carlo IV (boemo) e rimase senza discendenza.
    Il padre era
    Alberto II, il Saggio o lo Sciancato (1298-1358), vescovo di Passau, langravio d’Alsazia (1326). duca d’Austria (1330). duca di Carinzia, di Carniola e di Stiria (1335), sposò, nel 1324, Giovanna (†1351), figlia di Ulrico II, conte di Ferrette undici figli, fra cui Agnese (1281-1364) sposò, nel 1296, Andrea III, re d’Ungheria (t 1301)
    La madre, Giovanna quindi un Contessa di Ferrette
    Ferrette, centro della Francia (dipart. Alto Reno) al margine del Giura alsaziano, 708 ab.
    Fu capitale di una contea fondata da Federico I, conte di Montbéliard, che nel 1324 passò ad Alberto II, Duca d’Austria.

    Per quali liste (nella fattispecie Südtirol – Alto Adige) questi signori oggi candiderebbero?
    Il Dott. Gabrielle Di Luca, mi venga in soccorso e mi suggerisca, per cortesia, la Sua (non arcaica, però) risposta.
    Più in generale, per chi interessa:
    Le origini dell’Asburgo
    Delle origini di quest’importante casata si sa pochissimo, gli storici forniscono notizie sulle origini della dinastia che risalgono al X secolo, e si riferiscono alla piccola nobiltà feudale delle regioni dell’Argovia e dell’Alsazia.
    Il capostipite della dinastia fu Guntram, vassallo dell’imperatore Ottone I e padre di Lanzellino conte di Altenburg, i cui figli Werner e Radbod diedero potere e prestigio alla famiglia. Werner divenne, infatti, Vescovo-Conte di Strasburgo, ed ereditò dei feudi in Alsazia e sulla sponda destra del Reno.
    Con Werner I, conte di Alsazia, figlio di Radbod, apparve per la prima volta la denominazione della Casa d’Asburgo, da un castello fatto costruire in Argovia da Werner, chiamato Habichtsburg, da cui Hapsburg o Habsburg.
    Werner I acquisì il titolo di conte di Asburgo, dopo il 1082.; i suoi discendenti furono langravi dell’altra Alsazia, e per due secoli la famiglia acquistò potenza soprattutto in Svizzera (signoria di Lucerna e di Zurigo), in Alsazia ed in Svevia.
    Nel 1273, con Rodolfo II (Rodolfo I, Re dei Romani) gli Asburgo giunsero all’impero, ottenendo quindi, dopo la vittoria del Marchfeld (1278), l’Austria e la Stiria e la Carniola (1282) territori che sarebbero stati il nucleo della potenza familiare.
    Il figlio di Rodolfo I. Alberto I, l’Alberto tedesco di Dante, divenuto re dei Romani nel 1298, consolidò questi suoi nuovi domini: fra i suoi 21 figli Rodolfo III il Bonario divenne Re di Boemia e Federico III il Bello a sua volta eletto Re dei Romani (1324-1322), terzo della sua dinastia.
    Da un altro figlio di Alberto III nacquero Alberto III dalla treccia e Leopoldo III il Prode, con i quali ebbero inizio le due linee Albertina e Leopoldina (1379 divisione di Neuberg).
    In questo periodo alcuni degli antichi domini asburgici vennero perduti in seguito alla lotta per l’indipendenza elvetica culminata con la vittoria degli Svizzeri a Sempach (dove nel 1386, cadde Leopoldo III; il risultato fu di radicar sempre più gli Asburgo in Austria, sicché nel XV sec, la famiglia divenne per autonomia casa d’Austria.

    Ritengo di fare cosa gradita ad Etranger nell’informarlo che per ogni notizia (arcaico-medioevale relativa alla Casa d’Austria e, perché nò, alla situazione della nostra terra lungo l’Adige e fra i monti, può tranquillamente rivolgersi alla Biblioteca Civica, o alla Tessmann, o alla Claudiana. Non occorre il mio permesso.
    Cordialmente, Carlo/Karl Berger

    Posso sottoporvi un interessantissimo articolo del Barone Teuffenbach Albino, “Sunto storico della Contea di Gorizia e Gradisca….”dal titolo
    “L’imperatrice (Regina) Elisabetta.
    Buona lettura.

    Carlo/Karl Berger
    Laboratorio Athesis
    ca.berger@libero it.

  4. Cito da un “opinionista”, Luglio 25th, 2008

    @ Berger

    «Tu predichi giustamente a favore di un’identità territoriale del centrodestra italiano locale. Richiamarsi esplicitamente ad un partito che ha “Italia” nel nome è una risorsa? O non è piuttosto una zappa sui piedi? Hai mai incontrato qualcuno (frequentando gli ambienti che tu frequenti) interessato sinceramente al progetto “ATHESIS”? Dai Alberto, sii sincero. Ti muovi in un autentico deserto»

    a) “a favore di un’identità territoriale del centrodestra italiano locale”
    In politica chi si accinge a criticare farebbe bene a non distrarsi in conversazioni più lascive.
    Ed allora preciso che ATHESIS non “predica giustamente” a favore di un’identità territoriale del centrodestra italiano.
    Il pensiero di ATHESIS è tanto semplice e storicamente fondato che, di solito, gli “opinionisti” – sempre alla caccia di “peli nell’uovo” da spaccare (a cosa servirebbe altrimenti un opinionista?) non vi trovano carne per i loro denti.
    Tanto è vero che, pur essendosi impegnati a sviscerare obiettivamente e contraddire le tesi esposte in merito in un testo “tanto lungo da essere illeggibile” [ N.d.A. ; io proverei a scaricarlo, a farne un piccolo “Monetti” per centellinarlo nelle notti insonni, quelle possibilmente sobrie da oscenità] ben si guardano dal cimentarsi. Dal cimentarsi con testi, e ragioni storiche, non inventate da C/K ma semplicemente attinte anche da quell’opera fondamentale che si chiama “Tirol-Trentino /semantica di un concetto) scritta in collaborazione da autori come Klaus Brandstätter, Hans Heiss, Carlo Romeo ecc.)
    ATHESIS – rilegga bene l”opinionista: tutto il portale http://www.polis ne è pieno sin dalle ultime elezioni comunali – distingue il piccolo mondo/Heimat “athesino” in due sole parti; 1) i Südtiroler che con l’accordo di Parigi hanno avuto il riconoscimento giuridico di gruppo etnico da tutelare (“alla pari di quello italiano” = ed ecco la “seconda parte” )
    ATHESIS ha sempre affermato semplicemente, tanto semplicissimamente che rischia di non essere compreso, il sacrosanto diritto di considerarsi e chiamarsi “altoatesini” (e non “sudtirolesi”) a questa “seconda parte”, costituita dagli altoatesini di lingua italiana (cioè di quelli italiani che ormai cercano qui il loro “Heimatrecht”) assieme quella parte degli altoatesini nati-dall’incrocio-di-cittadini-considerati-etnicamente-da-una-parte-con-un-elemento-“etnicamente dell’ altra …”, ed i loro discendenti di prima, e seconda … generazione” (generalmente – mi scusi l’”opinonista” da tutti definiti più semplicemente “mistilingui” pur essendo siano, diciamolo chiaramente, per carità, “ dei “pluri … o “multi” … o “bi” … ……., dicevo a quella parte che non si fosse dichiarata facente parte del gruppo etnico tedesco.

    1) ATHESIS ha sempre affermato in chiare lettere solo questo:
    “NON ACCETTIAMO ASSOLUTAMENTE CHE, per colpa di un Tolomei qualsiasi, di un Partito nato dai Fasci di combattimento, e dei suoi soprusi (quasi simili a quelli di un partito dalla croce uncinata) A QUESTO SECONDO GRUPPO DI PERSONE GIURIDICAMETE LEGITTIMATO ED ATTESTATO NEGLI ACCODI DI PARIGI A VIVERE, OPERARE, PROCREARE, GODERE LA NATURA ECC, IN QUESTA TERRA LUNGO L’ADIGE SI VOGLIA TOGLIERE IL DIRITTO DI CHIAMARSI “ALTOATESINI” e si legalizzi da parte del Governo provinciale l’opera di sistematica eliminazione di questo termine.

    2) A quanto mi consta ben pochi degli opinionisti di parte italiana hanno preso a cuore il problema e conosco solo degli interventi di protesta chiari ed espliciti da parte di Alessandro Urzì.

    3) “Perché disprezzare le nostre radici alto-atesine? Le riflessioni di un “alto atesino”/ ”Südtiroler.”
    Questo il titolo di un mio intervento sul portale http://benussi.polis.bz.it
    nel quale sin dal 12.09.2005 avevo messo a frutto le mie lunge ricerche e puntuali documentazioni sulla “terra athesis” “La nostra terra lungo l’Adige e fra i monti”, “Unser Land an der Etsch und im Gebirge” (vedi targa di riconoscimento al “profondo studioso delle nostre radici” = http://www.polis,bz.it) .
    La domanda era rivolta alla SVP e poggiava sulla mia constatazione che i termini “circa Athesim, in partibus Athesis, terra Athesis, pei der Ets, land an der Etsch ecc., erano spessi usati nel tardo Medioevo per la regione atesina e che la specificazione “Land an der Etsch”, rispett. “Land am Inn” accompagnava quasi immancabilmente le enunciazioni della “Grafschaft Tirol” fino al punto di essere usati addirittura nell’atto di cessione del Tirolo agli Asburgo.

    4) La domanda è rimasta fondamentale nell’opera del Laboratorio ATHESIS perché fatalmente destinata a suscitare una seconda riflessione:
    Perché il “comune secondo gruppo di cittadini che legittimamente popola la nostra terra non rivendica, non solo il diritto di rispetto al moderno concetto di “Alto Adige” ma il riconoscimento da parte dei Südtiroler che, effettivamente, il riferimento al glorioso fiume ha sempre fatto parte della storia delle origini del Tirolo e nulla, se non un – pienamente giustificabile nostalgico sentimento di appartenenza ad un unico “Tirol” – giustifica il ripudio del riferimento all’Adige che è quindi patrimonio irrinunciabile di tutta la popolazione “athesina” in senso lato, Tirolesi, (o meglio, “sub”tirolesi”), altoatesini di lingua italiana e pluri-misti-multi-bilingue non dichiaratisi Südtiroler.

    5) Richiamarsi esplicitamente ad un partito che ha “Italia” nel nome è una risorsa? O non è piuttosto una zappa sui piedi?
    Se oggi, contrariamente a quanto avvenuto all’epoca del “portale Benussi” qualcuno può porsi questa domanda lo è perché dimentica che il “movimento ATHESIS” fino ad ora non ha ritenuto muoversi sul piano della contesa politica formando una sua lista, ma sta tentando semplicemente di infondere il suo pensiero base, – che non è altro che una AFFERMAZIONI DI DIGNITÀ DEI “NON SÜDTIROLER” – ad un partito che, sulla destra dello schieramento politico, cerca, o sembra di cercare, un modo nuovo, NON NAZIONALISTICO, MA PRETTAMNENTE AUTONOMISTICO, di collaborazione con la controparte etnica, e ciò in nome di TUTTI GLI ITALIANI, anche quelli delle sinistre.
    È questo un arricchimento che è offerto alla strategia politica di chi intende non tanto difendere l’Alto Adige con retrogusto tolomeiano, ma una “terra ATHESIS” – sempre “Alto Adige” naturalmente – che attende un su pieno riconoscimento da parte dei “fratelli tedeschi” nello spirito dell’abbandono della vecchia retorica “qui siamo in Italia” ma, invece, tenendo ben presente che qui ci troviamo in una specialissima provincia dello stato italiano che abbiamo riconosciuto estremante autonoma, che un giorno si e l’altro pure ci fa sapere “Südtirol ist nicht Italien”.
    Un arricchimento offerto spontaneamente e “gratuitamente” che, tuttavia – questo il mio modesto parere – merita almeno rispetto.
    Al fine di non deludere e di non provocare ripensamenti.

    b) «Richiamarsi esplicitamente ad un partito che ha “Italia” nel nome è una risorsa?»
    Vorrei astenermi da ogni commento. Ma ricordi il nostro opinionista che quando per indirizzare i nostri voti dovremo rivolgerci ad un partito che non abbia “Italia” nel nome, non ci saranno più altre risorse.
    Ci troveremo ed essere semplicemente la parte meridionale del Bundesland Tirol e forse, certi opnionisti, rimarrano disoccupati.

  5. “Sudtirolesi di madrelingua italiana votano per Durni: 15.000 pecoroni puzzolenti” ?

    Cito da un Blog molto noto
    (per discrezione ci permetto omettere i nomi citando solo con le iniziali)
    CF Luglio 27th, 2008
    Se “Mamma Provincia” non starà in piedi da sola e il Durni di turno dovrà cominciare a chiedere soldi ai cittadini o a non sperperarne troppi per risparmiare, forse a quel punto sarà quasi impossibile per lui ricevere 110.000 preferenze…
    LP: Luglio 27th, 2008
    110.000 preferenze…tra cui
    … 15.000 preferenze da Sud-Tirolesi di madrelingua italiana….
    AR dice: Luglio 28th, 2008
    15000 pecoroni puzzolenti?

    A prescindere dall’otraggioso epiteto mi chiedo: perché 15.000 dei “nostri” hanno votato Durnwalder? ?
    Ecco una primissima risposta: Per lo stesso motivo che qui ora s’è usato il termine “Sud-Tirolesi e non quello di “Alto-Atesini”, e non si accenna anche ai “pluiri-multi-bi-misti lingue che si siano in precedenza schierati nel gruppo etnico italiano.

    L’analisi di un concetto:
    Per quale motivo questi nostri concittadini “pecoroni puzzolenti” avrebbero abbandonato i verdi prati dei raggruppamenti politici italiani per andare a pascolare e brucare l’erba nei profumati pascoli sudtirolesi?

    Sentiamo come recentemente si sono espressi gli amici del portale di Concetta Failla, che pure sembra essere molto vicino, a Forza Italia.
    Non mi sembra, a onor der vero, che le affermazioni qui riportate siano tali da scoraggiare i cosiddetti “Sud-Tirolesi di lingua italiana” a votare per Durni e per la SVP.

    GDL Luglio 24th, 2008
    Confermo la mia analisi sulla situazione del centrodestra locale. Patetico e allo sbando.
    LdA Luglio 25th, 2008
    lo sbando è il prodotto di anni pulizia etnica della comunità italiana. Che non esiste più e non ha referenti politici. Vogliamo morire in piedi. Ce lo consentano. Opposizione dura
    GDL, 20 luglio:
    Richiamarsi esplicitamente ad un partito che ha “Italia” nel cuore è una risorsa? O non è piuttosto una zappa sui piedi?
    GDL, luglio 25:
    Per adesso io considero te, Forza Italia e PDL (ancorché inesistente) come elementi di gravissimo danno per l’immagine e la dignità degli italiani in Alto Adige”

    Italiani politicamente scassati e inconcludD
    GLD Luglio 21st, 2008
    ha scritto a fine giugno in questo post sul suo blog:
    Una chiara e leale contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra nella comune cornice di un positivo riferimento riformatore dell’autonomia è l’unica via per ridare speranza ad una comunità, quella di madrelingua italiana, che negli ultimi anni ha visto ridurre in modo preoccupante il peso specifico della propria influenza sulle decisioni che riguardano lo sviluppo di questa terra e la qualità della convivenza tra i diversi gruppi linguistici.
    …..voglio dirti che anche a me non sta bene che si affermi l’idea che gli italiani dell’Alto Adige siano politicamente scassati e inconcludenti e per questo penso che anche il Centro-destra debba fare la sua parte, analizzando con serietà i problemi aperti.

    Eliminare tutti gli italiani : assimilazione
    LdA Luglio 22nd, 2008
    Se la SVP volesse eliminare tutti gli italiani nel giro di una generazione dovrebbe favorirne l assimilazione.:) ma così non prenderebbe più un cent da roma:) il Sudtirolo Italia solo per prendere soldi da Roma. E la conoscenza del tedesco tra i politici italiani del centrosinistra non è certo sufficiente
    LdA: Luglio 23rd, 2008
    Non mi piace questo reciproco riferimento ad andar via. La verità sulla situazione per il gruppo italiano. Tra l’ altro. Non credo che si faccia niente per restare. Non lo fanno certo i politici. Non credo forza italia se ne renda conto…. Visto che ci si deve assimilare o partire io direi che è meglio assimilarsi. I sudtirolesi non sono tutti come elmar sembrano pronte a cogliere l’occasione storica.”
    GDL Luglio 25th, 2008
    Se le condizioni politiche per il gruppo italiano continueranno a deteriorarsi dipende in primo luogo dagli italiani, da quelli (come te) che dicono “vediamo cosa decideranno…”.
    GDL Luglio 25th, 2008
    Se vuoi restare qui devi smetterla di criticare me, il mio partito e il Pdl. Siccome non sei in grado di scrivere niente a favore nostro, allora smamma, vai via che fai solo danni. Perchè la situazione politica del gruppo italiano si è deteriorata grazie anche a collaborazionisti del sistema, come lo sei tu. … Sarai bene accetto quando comincerai a scrivere di me, di Forza Italia e del Pdl in modo positivo.
    GDL
    Io scriverò positivamente di te, di Forza Italia e del PDL (che neppure esiste) solo quando tu, Forza Italia e il PDL (quando esisterà, se esisterà) me ne darete motivo. Per adesso io considero te, Forza Italia e il PDL (ancorché inesistente) come elementi di gravissimo danno per l’immagine e la dignità degli italiani dell’Alto Adige. E ogni riga che tu aggiungi me ne dà la conferma.

    LdA Luglio 25th, 2008
    L‘Italia finanzia un sistema fuori dalla logica del diritto con la sinistra che tollera la conta delle razze. Il sistema è di destra. E a me che sono cresciuto con altri valori e che credo gli uomini siano tutti uguali non piace @Perché non ammetterlo ? La classe dirigente italiana non può crescere perché bloccata dalla parte politicamente corretta cooptata dalla SVP e non in base all merito.

    LdA Luglio 25th, 2008
    sai che è così. E ci finiscono anche quelli che amano la tua patria più di tanti tirolesi doc. La garrota della proporzionale nata contro un torto e la situazione generale hanno distrutto il gruppo italiano.

    LaA Luglio 26th, 2008
    … considero il Tirolo e l ‘Austria la patria del cuore. Per esserlo in toto dovrebbe cambiare l idea che solo il tirolese tedesco sia un vero tirolese. La famiglia della mia ex moglie e madre della mia prole amata è dovuta andar in Austria per lavorare e vivere. Il fascismo è merda ma anche il pangermanesimo. Cerco di portare all’estero la fierezza per una terra da sempre pluri. Ma come italiano non esisto.. Pensa al tuo popolo ed alla grandezza di decidere di aprirsi

    FORZA NAZIONALE
    L’esigenza di un radicamento territoriale (Heimairecht) della popolazione plurilingue
    EH Luglio 20th, 2008
    GDL in altra parte di questo blog ha scritto:
    Io sostengo che nessun partito a vocazione prettamente NAZIONALE (FORZA ITALIA e ALLEANZA NAZIONALE lo sono) può ambire a rappresentare in questa terra quell’istanza di radicamento territoriale “tarata” sulle legittime esigenze di una popolazione plurilingue e identitariamente complessa
    Quello che ha scritto G. fa riferimento ai nomi FORZA ITALIA e ALLEANZA NAZIONALE, che -lui dice – connotano questa vocazione nazionale.
    All’esterno pero’ lascia sconcerati: FORZA NAZIONALE PER COSA? o contro chi? e perchè “nazionale” a Bolzano? e l’autonomia allora non è piu’ un valore? eccetera…
    La scelta del nome FORZA NAZIONALE mostra che il centrodestra a Bolzano guarda ancora prevalentemente dentro a se stesso, anche a costo di lanciare in esterno messaggi incomprensibili o fuorvianti. Questo nome FORZA NAZIONALE in esterno è incomprensibile.

    Frammentazione politica degli italiani
    DO Luglio 21st, 2008
    Forza Nazionale? Progetto Alto Adige? Udc e Lega in corsa solitaria…
    Eppure la frammentazione politica è uno dei principali problemi della comunità italiana dell’Alto Adige.

    .
    Apriamo un dibattito

    È questo il modo più convincente per indurre gli “athesini” attuali simpatizzanti per Durni a “brucare l’erba nei prati nostri “ da cittadini consapevoli che qui si tratta di votare per una “terra lungo l’Adige e fra i monti”, per la “terra athesis” vale a dire per un Alto Adige “non dal retrogusto tolomeiano” ?

    .Alberto Berger il Luglio 19th, 2008 ha scitto:
    ciò che preme è oggi avviarci alla formulazione di un programma che abbia “contenuti”, contenuti per la nostra terra. … oggi io sento che siamo allo sbaraglio, tutti allo sbaraglio.
    ma attendo con ansia ed interesse di capire con quali contenuti, quale proposta per la nostra terra?
    Non vedo nell’azione politica di oggi una costruzione di un progetto che possa essere oggetto di leadership innovativa, anche nel confronto con altre forze politiche o oggetto di una qualche condivisione sinergica, in un’autonomia territoriale.
    Oggi vedo una grande comune capacità e guardo primariamente nel mio partito : il disfare, si dice per costruire, ma per ora il disfare.

    e MC Luglio 19th, 2008
    Alberto, bella questa tua frase “Non vedo nell’azione politica di oggi una costruzione di un progetto che possa essere oggetto di leadership innovativa, anche nel confronto con altre forze politiche o oggetto di una qualche condivisione.

  6. MEMENTO HOMO – Dalla “Lista Benussi” un portale gestito da Alberto Berger, coordinatore della Lista Benussi per le elezioni comunali 2005

    L’uomo al centro, dei suoi valori e del coraggio di osare.
    di Alberto Berger – giovedì 10/11/05

    Abbiamo a lungo parlato in questi mesi di uomo al centro, dei suoi valori e del coraggio di osare.

    Ci siamo proposti come laboratorio apartitico di ricerca di soluzioni ai problemi dello stallo politico nella nostra città e desideriamo riportare i valori al centro del dibattito.

    Ora, con questo spirito, affronto un tema scottante, quasi un tabù, ma che logora sempre più gli animi per la mancanza di una soluzione e di una reale volontà di cercarla.

    Vorrei trovare la strada per dare vita al Monumento della Vittoria, con al sua piazza ed i suoi giardini. Sono parte della nostra città, della nostra storia, degli ideali dei nostri nonni, per i quali hanno combattuto e sofferto. Hanno sofferto tutti, italiani e tedeschi e questo lo dobbiamo capire ed accettare.

    Vorrei che la storia, per quello che rappresenta, nella sua cruda e bella realtà, per la carica di valori positivi e negativi che porta con se, non venisse oggi vissuta come il cimitero della vita contemporanea, ma come sorgente di nuovi ideali, degli ideali della pace di oggi nella nostra città, di un ponte gettato tra sentimenti e culture di un popolo unico, quello della nostra città, anche se con tradizioni dalla provenienza culturale ed etnica diversa.

    Vorrei oggi riconoscere il profondo disagio nel leggere ancora frasi impresse nel marmo, che ricordano una cultura importata in Alto Adige, a discapito di un immenso patrimonio umano, sicuramente con valori importanti, quali i valori della famiglia, della terra, della patria, così sentiti da tutti i popoli, quindi anche dai nostri amici Sudtirolesi.

    Questo riconoscimento è alla base della consapevolezza dell’immenso valore rappresentato da una pace conquistata, che non cancella la sofferenza di tutte le dignità offese dell’uomo, che non cancella la violenza umana, fisica e psicologica, che accompagna gli scenari delle guerre vissute sia dai vinti, che dai vincitori, ma valorizza l’uomo e la sua capacità di progredire, con cammino saldo ed orgoglioso di ogni passato, ma anche del futuro ancora da plasmare.

    Il più grande valore dell’uomo è però rappresentato dal superamento delle forti sofferenze ed emozioni, per conquistare nuovi ed importanti valori, per sentire nuove passioni e per creare con slancio altri capitoli della storia.

    Possiamo insieme quindi aprire un nuovo paragrafo di questa storia, consapevoli che ogni passo è un passo importante.

    Togliamo quindi le inferriate reali ed immaginarie attorno al Monumento della Vittoria e guardiamo avanti con l’orgoglio del superamento, alla nostra attuale vita ed al futuro dei nostri figli.

    Lasciamo che la storia passata , con le sue vittorie e sconfitte, con gli ideali e gli errori, sia da monito, così com’è per noi e per i nostri figli. Non cancelliamo il passato, ma costruiamo un po’ della nostra storia contemporanea di pace.

    Cerchiamo quindi insieme un nuovo significato di incontro in tali luoghi, che vorrei definire come luoghi della Vittoria della Pace, del Buon Senso e dei nuovi ideali.

    Diamo nuova vita e perché no, riprendiamo in mano il progetto di un nostro impegnato concittadino, Albert Ritter, che già nel 2001 aveva ipotizzato di poter rendere visitabile il monumento della Vittoria con un ascensore che porta sul suo tetto.

    Rendiamo più luminosi i giardini retrostanti e la piazza, che diventino luogo di incontro importante per manifestazioni culturali e di gioiosa vita cittadina.

    Apriamo un ponte tra città nuova e città vecchia, perché se con questo spirito guardiamo questo orizzonte, non potremo che vedere superata la Vittoria a favore della Pace.

    ( il presente documento esprime un pensiero che può essere compreso a pieno solamente se riportato nella sua completezza)

    Alberto Berger

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